Nella storia della ricerca sull'invecchiamento, poche immagini sono diventate celebri quanto quelle dei macachi rhesus coinvolti negli studi sulla restrizione calorica. La fotografia mostra due animali appartenenti a un progetto di ricerca pluridecennale condotto presso il Wisconsin National Primate Research Center dell'Università del Wisconsin-Madison. A sinistra compare Canto, sottoposto a una dieta a restrizione calorica; a destra Owen, appartenente al gruppo di controllo alimentato senza restrizioni. (EurekAlert!)
L'immagine colpisce immediatamente perché evidenzia una differenza nell'aspetto fisico dei due animali. Tuttavia, il valore scientifico dello studio non risiede nella fotografia in sé, ma nei dati raccolti nel corso di oltre vent'anni di osservazione.
Che cos'è la restrizione calorica?
La restrizione calorica consiste nella riduzione dell'apporto energetico senza provocare malnutrizione. In altre parole, l'organismo riceve tutte le vitamine, i minerali, gli aminoacidi e gli altri nutrienti essenziali, ma con una quantità inferiore di calorie rispetto a quella normalmente consumata. Negli studi sui macachi rhesus la riduzione era di circa il 30% rispetto al gruppo di controllo. (nia.nih.gov)
Da molti decenni gli scienziati osservano che questa strategia alimentare prolunga la vita e ritarda l'insorgenza delle malattie legate all'età in numerose specie animali, dai lieviti ai roditori. La domanda era se un effetto simile potesse verificarsi anche nei primati, molto più vicini all'essere umano. (Nature)
Lo studio sui macachi rhesus
Il progetto del Wisconsin iniziò nel 1989 e rappresenta uno dei più lunghi studi mai realizzati sul rapporto tra alimentazione e invecchiamento nei primati. I ricercatori hanno monitorato per decenni salute, metabolismo, composizione corporea, comparsa di malattie e sopravvivenza degli animali. (Nature)
I risultati pubblicati nel tempo hanno mostrato che i macachi sottoposti a restrizione calorica sviluppavano meno frequentemente patologie associate all'età rispetto agli animali alimentati liberamente. Sono stati osservati benefici riguardanti il metabolismo del glucosio, la salute cardiovascolare e diversi indicatori dell'invecchiamento biologico. (News)
Uno degli aspetti più interessanti è che gli animali in restrizione calorica tendevano a mantenere più a lungo caratteristiche fisiche associate a una migliore condizione generale di salute. Diversi studi hanno inoltre evidenziato una minore perdita di massa muscolare e una riduzione di alcuni processi degenerativi legati all'età. (PMC)
Una questione scientifica ancora studiata
Nel corso degli anni sono emersi risultati apparentemente contrastanti tra lo studio del Wisconsin e quello condotto dal National Institute on Aging statunitense. Mentre il primo mostrava un chiaro vantaggio anche sulla sopravvivenza, il secondo osservava soprattutto miglioramenti dello stato di salute senza un aumento statisticamente significativo della durata della vita. (PubMed)
Successive analisi congiunte hanno suggerito che le differenze tra i protocolli alimentari e tra i gruppi di controllo potessero spiegare gran parte della discrepanza. Nel 2017 un'analisi integrata dei dati ha concluso che la restrizione calorica migliora effettivamente la salute dei macachi rhesus e può contribuire a rallentare alcuni processi dell'invecchiamento. (Nature)
Cosa significa per l'essere umano?
Gli studiosi sottolineano che i risultati ottenuti nei primati non possono essere trasferiti automaticamente all'uomo. Tuttavia, questi studi forniscono indicazioni molto importanti sui meccanismi biologici che collegano alimentazione, metabolismo e invecchiamento. (nia.nih.gov)
La ricerca moderna suggerisce che l'eccesso calorico cronico possa favorire l'insorgenza di numerose patologie metaboliche, mentre una nutrizione equilibrata e non eccessiva potrebbe contribuire al mantenimento della salute nel lungo periodo. La qualità degli alimenti, l'equilibrio nutrizionale, l'attività fisica, il sonno e lo stile di vita complessivo restano comunque elementi fondamentali. (OUP Academic)
Una fotografia che ha fatto il giro del mondo
La celebre immagine di Canto e Owen è diventata uno dei simboli della ricerca sulla longevità. Non rappresenta una prova scientifica da sola, ma offre una rappresentazione visiva di una domanda che continua ad affascinare ricercatori e cittadini: quanto può influenzare l'alimentazione il nostro modo di invecchiare?
Dopo oltre trent'anni di studi, una conclusione appare chiara: il rapporto tra nutrizione e salute è molto più profondo di quanto si pensasse in passato. La ricerca sui macachi rhesus continua ancora oggi a fornire informazioni preziose per comprendere i meccanismi biologici dell'invecchiamento e per sviluppare strategie che possano favorire una vita più lunga e soprattutto più sana.
Articolo a cura di Pietro Cocco, naturopata e divulgatore.

